Il mio amico più caro

images (2)Se il tuo più caro amico si trova in difficoltà perché umiliato dalla malattia o dalla povertà, non provi forse, nel tuo cuore una stretta tale da volerlo aiutare? E se non riesci ad aiutarlo, non ti viene forse, spontaneo sederti con lui ed escogitare una soluzione? E se non ci fosse nessuna soluzione, non ti sentiresti, forse, solidale alla sua sofferenza tanto che se fosse possibili ne porteresti metà del peso sulla tua pelle?

Se fossi tu a trovarti in difficoltà perché umiliato  dalla malattia o dalla povertà, non ti farebbe, forse, piacere che i tuo più caro amico ti venisse incontro e ti stesse vicino anche con la sola sua presenza?

Gli chiederesti, forse, come mai non fa nulla? Sai bene che se resta lì, vicino a te, non può fare altro, altrimenti lo avrebbe fatto sicuramente.

E se fossi a terra investito e lasciato lì da qualcuno e il tuo amico

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più caro accorresse e pur chiamando soccorsi non ti spostasse, lo troveresti stupido o saggio?

Perché, dunque, puoi considerare e giudicare bene un uomo limitato nella sua stessa umanità, seppure spinto da umana solidarietà e umana amicizia e giudichi male Dio che, per giunta, non vedi ma che pretendi ci sia per risolvere le tue difficoltà?

Non è che Dio non possa o non voglia fare qualcosa per te ma, più semplicemente, segue i suoi progetti e, facilmente, ci sentiamo stizziti perché vorremmo essere, noi, al centro dei progetti di Dio. Dovremmo accontentarci di essere considerati, da Lui, degli amici nonostante conosca i nostri tradimenti: i migliori Suoi amici. Riusciamo a considerarlo il nostro più grande amico, l’amico più caro?friendship-a-z-comp

Sicuramente scopriremo presto che i protagonisti dei Suoi progetti siamo proprio noi ma non nella parte che vogliamo bensì la più adatta a noi.

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Sette Notti

Se dovessi cercare mio figlio tra le macerie della cattiveria e cocciutaggine della gente, forse ti chiederei conto delle mie preghiere. Il pianto straziante di un padre ti giungerebbe all’orecchio più che le mie bestemmie. Mi chiedo come potresti ascoltare le lodi di quelli che mi hanno annullato nel tuo nome. Qual è il tuo nome io non so più. Ti ho chiamato Dio, ti ho chiamato Padre, ti ho chiamato Signore e ho lasciato che ti chiamassero Allah e che dicessero di te che sei grande: Allah è grande. Ho tradotto che Dio è grande ma se tu sei davvero Allah il grande, quello che lascia uccidere i nostri figli immolati sul tuo altare, mi dissocio da te e da loro. Il Dio che ho conosciuto non è grande ma coraggioso, non è guerriero ma il suo esercito di Angeli porta l’amore, non vive in un Cubo ristretto e definito da una tenda di stoffa ma nell’infinito e si è fatto una tenda di universo. Non è vigliacco da nascondersi dietro dei guerriglieri. Cos’hanno in mente quei seguaci? Di confinarci, forse, nello spazio di una tenda che sorge all’Est di un’ideologia? Perché vogliono portarci indietro in un fondamentalismo primitivo ma servendosi della tecnologia moderna. Perché stanno condannando tutti gli uomini di buona volontà anche tra il loro popolo? Perché stanno permettendo che tutto il mondo guardi verso di loro con odio innescando la violenza che uccide anche i loro figli? Per qualche “ragione” non hanno pietà dei nostri figli ma perché non hanno pietà neanche dei loro? Perché difendono un dio grande ma che ha bisogno di loro? Quanto grande è, questo Allah, da nascondersi dietro una cintura sacrificale? Un Amico fedele di Allah mi ha detto che il motivo è di natura banale. Sette vergini per un martirio. Mi chiedo: “ e dopo sette notti?”

Non posso credere che l’eternità di Allah sia fatta di sole sette notti, a meno che le sette vergini siano solo da guardare per l’eternità!

I miei Occhi

GraziSnapshot_20150429_12 - Copia - Copiae Signore per gli occhi che mi hai dato.

Con essi vedo le meraviglie che hai creato.

Con essi godo il calore del sole,

quando li chiudo,

e la luce che esso propaga,

quando li riapro

Grazie Signore nel momento del dolore

Questi occhi piangono e ti ringrazio

Con le lacrime placo il batticuore e posso soffrire serenamente

Grazie Signore se decidessi la mia cecità

Ti sarei grato perché non vedrei più

Avrei il ricordo inalterato delle cose più belle

e l’occasione di scordar in fretta quelle brutte

Questi occhi che tanto mi fanno esplorare

Mi sanno accecare davanti agli errori

Se perdessi il loro uso

Sarei libero dal peccato.

Ringraziamo per i doni ricevuti senza recriminare ciò che non si ha

Avere qualcosa sembra essere l’origine di ogni ambizione ancor più che non essere. Essere, qualcuno, del resto, equivale ad avere. Avere talenti e proprietà da ostentare o semplicemente da possedere per il gusto del possesso. Quanto male in tutto ciò. Cose semplici che manifestano la bramosia delle persone che alimentano egoismo, superbia, avarizia.

Il poco che serve realmente, spesso, si ignora come se fosse superfluo mentre si ambisce l’impossibile e, paradossalmente, si arriva a non avere il necessario pur vivendo nell’opulenza.

Basterebbe il pane quotidiano e l’amicizia di qualcuno per vivere serenamente pensando che la vita non va vissuta nel ricordo di ieri per il quale non si può più godere né rimediare, ma neanche nell’attesa del domani che non sarà prevedibile in nessun modo. Certo, pianificare la vita in base alle esperienze è cosa saggia ma non bisogna puntare su questi piani come punti di forza.

“Del doman non v’è certezza” e accontentiamoci di quel che l’oggi ci elargisce perché ogni elargizione ci viene da Dio che provvede, puntuale su ogni nostro bisogno. A volte sembra che non sia così, proprio perché l’ambizione richiede di più anche se, alla fine, nulla ci tornerà utile se non una bara di legno che nasconda, agli occhi degli altri, il nostro vero destino su questa terra.CAM00218

Voce di popolo, voce di Dio

Voce di popolo, voce di Dio? Non ne sono convinto. Dio parla attraverso gli uomini che Egli sceglie.Forse tutti pensiamo di essere stati scelti da Dio per annunciare la Sua parola. In realtà, tutti siamo invitati ma pochi aderiscono.  
Ogni uomo che aderisce all’invito di Dio fa la Sua volontà e Dio lo sceglie per dargli la Sua grazia,indispensabile per annunciare la Sua Parola
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L’Angelo, lunedì di Pasqua

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Ti ho intuito senza corpo, puro spirito, Angelo mio.

Ho intuito il mio spirito coprire il mio corpo.

Non ti vedo, non mi vedo.

Di te il fruscio, Angelo mio, di me il corpo.

La vita nasconde l’anima seppure esterna al corpo e un giorno essa sarà visibile e mi trasfigurerà.

Tale sarà il mio corpo e pur essendo me stesso, lo lascerà scorgere, forse, solo la voce.

Alla mia risurrezione, forse viandanti verso Emmaus, mi saranno compagni di viaggio come per Lui, allora.

A cena scopriranno che io e Lui siamo grandi amici.

La mia bellezza sarà pari alla mia felicità.

La Strada della Vita

Breve o lunga, la vita è un susseguirsi di percorsi che confluiscono in un unica direzione: la conclusione. Può essere, la vita dell’uomo, un percorso con un fine così banale?

Ogni cosa finisce in uno scopo. Quando di cammina, ogni passo si conclude nell’inizio di un altro passo.

Ogni azione ha uno scopo e se la carezza ha lo scopo di dare gioia, uno schiaffo ha lo scopo di ferire.

tutti i piccoli percorsi della vita, comunque siano essi attuati, convergeranno nell’unico scopo possibile che non è la morte, con la fine di tutto ma la morte con la fine della prova e l’inizio del passo successivo.7526c99017763b30c22f42fc9c5acd93